Il bizzarro caso della scomparsa di Lady Mia

ladyMia2«Signor Teodoro, buonasera. Grazie per essere venuto con così poco preavviso. Come mai le ho chiesto di vederci? Beh… non ci crederà mai ma ho delle novità sulla sparizione di sua moglie. Si accomodi. Ah, devo avvisarla che aspetto degli ospiti. Cioè, li aspettiamo.

«Come lei sa, la sua chiamata mi è arrivata alle tre di domenica mattina. Sua moglie è scomparsa da tre giorni, minuto più, minuto meno. Mi ha detto che ultimamente le sembrava strana, distratta. Che lei è rincasato tardi da una festa in suo onore, che ha trovato la porta aperta, ma nulla era stato toccato. Sua moglie, però, era scomparsa. Ho chiaramente seguito i suoi suggerimenti, ho interrogato tutti i sospetti. Decisamente utili. Ma prima delle loro testimonianze, c’era stato qualcos’altro, qualcosa che ho trovato proprio sulla scena del crimine: un pezzo di stoffa. Questo pezzo di stoffa. È un tessuto abbastanza comune, jeans scuro, abbastanza scadente. Le avevo chiesto di dirmi come fosse vestita sua moglie il giorno della sua scomparsa e di controllare se mancassero vestiti nel guardaroba, per escludere una fuga. Lo so, lo so, riuscire a tenere il conto dei vestiti delle donne è impossibile. Ma lei, senza alcun dubbio, mi ha risposto: sua moglie indossava la sua amata tuta rosa e bianca e ai capelli dei fiocchi in tinta. Mi ha anche confermato che dal suo guardaroba non mancava nulla, sbaglio?»

«…», Il signor Teodoro si limitò a guardare fisso davanti a sé, nessuna espressione sul volto.

«Prenderò il suo silenzio come un sì. Bene, ho potuto dedurre che il pezzo di stoffa, non apparteneva a sua moglie. Né tantomeno a lei, ho controllato anche il suo guardaroba, solo vestiti di alta classe, fatti su misura da un sarto Italiano.

«Ma parliamo di lei. Signor Teodoro Marrone III. Lei è stato un bambino prodigio, un genio della finanza e tre volte campione mondiale di “ACCHIAPPA LA TALPA”. La sua famiglia da sempre alleva elefanti da avorio, e a questo deve la sua ricchezza. Non è uno di quei ricchi sbruffoni, lei ha finanziato le spedizioni su Marte, donato denaro ai paesi poverissimi, ha aiutato anche le suore anziane a attraversare la strada. Eppure…»

Toc, toc, toc.

«…», Il signor Teodoro non si mosse. L’ispettore avvertì però la sua paura.

«Non si preoccupi, vado io. Dovrebbe essere il primo degli ospiti che stavo aspettando. Signor Man, buonasera, che piacere vederla. Prego si accomodi, Signor Teodoro, lei conosce il signor Man? È un caro amico di sua moglie. Un eroe, un soldato che non conosce la paura. Ha da poco sventato un possibile attacco missilistico da parte del Dottor Morte, salvando non solo la nazione ma il mondo. Signor Man, posso farle qualche domanda?»

«SEMPRE PRONTO ALL’AVVENTURA!»

«Molto bene. Inutile dire che, inizialmente, avevo sospettato di lei. Una fonte anonima mi aveva indirizzato verso una falsa pista, facendomi credere che Lady Mia avesse scoperto una sua collaborazione col Dottor Morte stesso, per contrabbandare armi in Iran e in Iraq, che si sa essere paesi cattivissimi…

«Ma, dopo aver scoperto l’inganno, ho trovato delle lettere che lei e lady Mia vi siete scambiati. Questo mi aveva portato a credere a una certa intimità tra lei e la bellissima lady, ma leggendole più attentamente ho compreso che in tutte le sue lettere, lady Mia era sempre più disperata. Le parlava di qualcosa, di un segreto, qualcosa che la stava distruggendo. Lei sa di cosa sto parlando?»

«FUOCO!»

«Capisco. Lei, signor Teodoro? Sa di che segreto sua moglie stesse parlando? Un segreto… inconfessabile?»

«…»

«Tacere non la aiuterà, signor Teodoro. Comunque, non riuscivo a capire bene come collegare i pezzi del puzzle. Così, ho interrogato una terza persona. Qualcuno che si è sempre mosso nell’ombra. Dovrebbe essere qui a momenti.»

Toc, toc, toc.

«Ah! Quando si dice il caso! Eccolo. Giardiniere Sauro, benvenuto. Prego. Il giardiniere Sauro lavora per la famiglia del signor Marrone da molto tempo. È afflitto, scusi se ne faccio menzione, da un tremenda malattia, che gli sta distruggendo l’eppidermade, e ha anche intaccato le corde vocali. Sono anni, ormai, che il giardiniere può esprimersi solo a versi. Dico bene, giardiniere Sauro?»

«ROOOAAAAR!»

«Poveraccio. Bene, il giardiniere, a modo suo è riuscito a dirmi qualcosa. Lo ha scritto qui, su questo foglietto, anche se con difficoltà, perché come vedete la malattia sta restringendo le ossa delle sue braccia, fino a ridurle a due moncherini. Ma prima della paralisi totale ha voluto dirmi che in questa casa è successo qualcosa di orribile, qualcosa di cui lui è stato testimone. Vede signor Man, il segreto di Beb…lady Mia, era proprio questo. Il signor Teodoro Marrone aveva un’amante. Signor Teodoro, le dice niente il nome Sbrodolina

«…»

«Confessi! Il signor Sauro, qui, ha visto tutto! Lady Mia era rientrata prima da lavoro, a pezzi, e lei era con la sua amante dalle doti ben conosciute ai più sporcaccioni! Tutti i suoi amichetti sanno che il costume preferito della signorina è una salopette di jeans, proprio come il pezzo di stoffa che ho trovato in casa sua! Per sua fortuna non avete figli, signor Marrone, e sa perché? Perché queste cose ai figli fanno malissimo! Fanno schifo! Lei mi fa schifo…scusate.»

«FORZA E CORAGGIO!»

«ROAAAAAR!»

«Avete ragione, signori. Vuole sapere a che conclusione sono arrivato, signor Teodoro? O preferisce confessare, eh? Avanti! Confessi!»

«…», l’ennesimo silenzio di Teodoro Marrone III, fu troppo per l’ispettore.

«No? Beh… forse questa la farà parlare. Sì, esatto è una 44 magnum, lucida e carica. Ora le dirò cosa penso. Penso che dopo averla scoperta, dopo aver capito chi era veramente suo marito, dopo aver visto il suo mondo cadere in pezzi, la povera lady Mia sia…»

Toc, toc, toc.

«Giorgio, amore?»

«…Sì, mamma?»

«È pronto a tavola, vieni.»

«Mamma! Giorgio mi ha rubato la bambola…»

«Giorgio!»

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